10 dicembre 2025
L’Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo (OIAD) esprime grande preoccupazione per la detenzione arbitraria dell’avvocato, difensore dei diritti umani e professore universitario Dr. Abolfazl Ranjbari, membro dell’Ordine degli avvocati dell’Azerbaigian orientale in Iran. La sua detenzione costituisce una grave violazione delle norme internazionali in materia di diritti umani e un’allarmante escalation della repressione contro gli avvocati indipendenti nel Paese.
L’avv. Dr. Ranjbari è privato della libertà dall’inizio di maggio 2025, quando è stato arrestato dalle forze di sicurezza vicino alla sua abitazione a Tabriz. Da allora è detenuto in isolamento nella prigione centrale di Tabriz senza un regolare processo, in particolare senza un effettivo accesso all’assistenza legale, senza comunicazioni regolari con la sua famiglia e senza un adeguato accesso ai farmaci e alle cure mediche essenziali di cui ha bisogno, in violazione dei suoi diritti fondamentali.
Tali condizioni costituiscono evidenti violazioni degli obblighi che incombono all’Iran in virtù del Patto internazionale sui diritti civili e politici (PIDCP), di cui è parte.
Docente universitario e avvocato rispettato, con oltre trent’anni di esperienza, l’avv. Ranjbari è noto per aver difeso attivisti politici, detenuti per reati di opinione e appartenenti a minoranze nella provincia dell’Azerbaigian orientale.
Il dr. Avv. Ranjbari è attualmente accusato di “corruzione sulla terra”, un reato punibile con la pena capitale, dinanzi alla terza sezione del tribunale rivoluzionario di Tabriz. Le informazioni disponibili indicano che tale accusa deriva dalla sua partecipazione, sette anni fa, a una conferenza universitaria tenutasi a Baku, durante la quale ha presentato un’analisi critica del sistema giudiziario iraniano, un’attività chiaramente protetta dalla libertà accademica e dal diritto internazionale dei diritti umani.
L’Osservatorio rileva con preoccupazione che tale accusa è infondata e sproporzionata e sembra mirare a punire l’esercizio della libertà di espressione. L’OIAD ricorda il principio fondamentale n. 23 delle Nazioni Unite relativo al ruolo degli avvocati (Principi dell’Avana), che afferma che «gli avvocati, come gli altri cittadini, hanno diritto alla libertà di espressione, di credo, di associazione e di riunione. In particolare, hanno il diritto di partecipare ai dibattiti pubblici su questioni riguardanti il diritto, l’amministrazione della giustizia e la promozione e la protezione dei diritti umani».
Inizialmente, l’accusa contro di lui era quella di «propaganda contro lo Stato». Successivamente è stata sostituita con un’accusa di spionaggio. La situazione dell’avv. Dr. Ranjbari è stata aggravata dalle modifiche apportate alla legislazione iraniana sullo spionaggio adottate nel giugno 2025, che hanno notevolmente ampliato la definizione di spionaggio e introdotto pene più severe. Le nuove disposizioni prevedono la pena di morte in alcuni casi di presunta collaborazione con Stati considerati “ostili” e impongono pene detentive fino a 15 anni per attività di “propaganda” ritenute dannose per la sicurezza nazionale.
Tuttavia, durante la seconda udienza, l’accusa di spionaggio è stata nuovamente modificata, questa volta in “istigazione alla corruzione sulla terra”. Gli avvocati del dr. Ranjbari hanno sollevato obiezioni, sottolineando che la nuova accusa non era stata loro comunicata ufficialmente, impedendo loro di preparare la difesa. È prevista una nuova udienza, durante la quale dovrebbe essere giudicato per questa accusa.
L’Osservatorio ritiene che l’arresto e il procedimento penale avviato contro l’avv. Abolfazl Ranjbari costituiscano una ritorsione diretta per il suo lavoro pacifico come avvocato, accademico e difensore dei diritti umani, e si inseriscano in un contesto più ampio di vessazioni e criminalizzazione degli avvocati indipendenti in Iran, in particolare quelli che rappresentano attivisti politici, delle minoranze e delle persone detenute in relazione alle manifestazioni[1] .
L’Osservatorio condanna con fermezza la detenzione arbitraria dell’avv. Ranjbari e le accuse sproporzionate e infondate mosse contro di lui.
L’Osservatorio invita le autorità iraniane a:
L’Osservatorio invita la comunità internazionale a:
[1] Per ulteriori informazioni, consultare la campagna dell’OIAD sulla Giornata internazionale degli avvocati in pericolo 2024, incentrata sull’Iran: https://protect-lawyers.org/2024-iran/