30 dicembre 2025
L’OIAD esprime grande preoccupazione per la detenzione arbitraria dell’avvocato Javad Alikordi, fratello del defunto avvocato Khosrow Alikordi. Javad Alikordi è stato arrestato in un contesto di crescente repressione nei confronti dei familiari e dei colleghi di suo fratello, deceduto in circostanze sospette all’inizio di dicembre 2025.
Impegnato da lungo tempo nella difesa dei diritti fondamentali, Javad Alikordi è oggetto di misure di ritorsione da parte delle autorità iraniane da oltre quindici anni. Nel 2009 era stato gravemente ferito da colpi d’arma da fuoco dalle forze di sicurezza mentre partecipava a una manifestazione pacifica che contestava i risultati dell’elezione presidenziale. Da allora ha subito molteplici forme di persecuzione giudiziaria in relazione alle sue attività professionali e militanti.
Il 1º marzo 2025, Javad Alikordi è stato arrestato nel suo studio a Mashhad e posto in detenzione per «propaganda contro lo Stato». È stato rilasciato l’11 agosto 2025, sotto sorveglianza elettronica e controllo delle autorità.
Javad Alikordi è stato convocato dal Tribunale rivoluzionario di Mashhad il 10 dicembre, dopo la morte di suo fratello e collega Khosrow Alikordi. Il 12 dicembre 2025 è stato arrestato con modalità violente dalle forze di sicurezza sul suo luogo di lavoro, poche ore dopo aver denunciato pubblicamente la repressione esercitata durante la cerimonia commemorativa organizzata in omaggio a suo fratello. Attualmente è perseguito per «adunata e cospirazione contro la sicurezza nazionale» e «propaganda contro lo Stato», e sarebbe detenuto in isolamento.
In quello stesso giorno, le forze di sicurezza hanno proceduto al fermo con modalità brutali di decine di persone durante la commemorazione a Mashhad (tra cui numerosi avvocati, attivisti ed esponenti della società civile). Almeno 39 persone sarebbero state arrestate, diverse delle quali private dell’accesso a un avvocato, tenute in isolamento e sottoposte a pressanti interrogatori. Alcuni avrebbero riportato ferite legate all’arresto o necessiterebbero di cure mediche urgenti.
Inoltre, un importante dispositivo di sicurezza sarebbe stato dispiegato attorno alla tomba di Khosrow Alikordi, al fine di impedire qualsiasi raduno.
L’Osservatorio condanna con fermezza l’arresto e la detenzione arbitrari di Javad Alikordi, che considera come misure di ritorsione dirette legate all’esercizio pacifico dei suoi diritti fondamentali e alla sua volontà di fare luce sulla morte di suo fratello.
L’Osservatorio invita le autorità iraniane a liberare immediatamente e senza condizioni Javad Alikordi, a garantire la sua integrità fisica e psicologica, a rispettare il suo diritto all’assistenza di un avvocato di fiducia e a porre fine a qualsiasi forma di intimidazione nei confronti degli/delle avvocati/e, dei difensori dei diritti umani e dei familiari delle vittime.
L’Osservatorio sostiene pienamente la dichiarazione congiunta di Lawyers for Lawyers relativa alle preoccupazioni suscitate dal decesso dell’avvocato iraniano Khosrow Alikordi e dalle persecuzioni di cui sono vittime gli avvocati in Iran.
L’Osservatorio ricorda alla Repubblica islamica dell’Iran i propri impegni derivanti dal diritto internazionale, in particolare dal Patto internazionale sui diritti civili e politici, ratificato nel 1975:
Parimenti, l’Osservatorio esorta la Repubblica islamica dell’Iran a conformarsi ai Principi fondamentali delle Nazioni Unite relativi al ruolo dell’Avvocatura.
L’Osservatorio continuerà a seguire la situazione con la massima attenzione.