28 gennaio 2026
L’OIAD esprime grande preoccupazione per la detenzione arbitraria dell’avvocata, specializzata nella difesa dei diritti umani Avv. Shima Ghoosheh, membro dell’Ordine degli Avvocati Centrale dell’Iran. La sua detenzione si inserisce nel contesto dell’attuale rivolta nazionale e dell’intensificarsi della repressione da parte delle autorità iraniane nei confronti degli avvocati, dei difensori dei diritti umani e degli esponenti della società civile, e costituisce una grave violazione degli standard internazionali in materia di diritti umani.
L’Avvocata Ghoosheh, specializzata nella difesa dei diritti delle donne e dei diritti umani, è stata arrestata sabato 17 gennaio 2026 presso la sua abitazione privata a Teheran da parte delle forze di sicurezza. Da allora si trova in stato di detenzione preventiva.
Dalla data del suo arresto, all’Avv. Ghoosheh è stato consentito di effettuare un solo breve contatto telefonico con la propria famiglia, nel corso del quale ha informato i familiari della sua detenzione. Non è stata autorizzata alcuna ulteriore comunicazione.
Secondo le informazioni disponibili, l’Avv. Ghoosheh è attualmente detenuta in isolamento nel reparto 209 del carcere di Evin, un centro di detenzione sotto il controllo del Ministero dell’Intelligence, dove sono stati ampiamente documentati casi di tortura e di altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti, tra cui il ricorso all’isolamento prolungato, pressioni psicologiche, la negazione delle garanzie procedurali, violenze sessuali e persino casi di esecuzioni sommarie di detenuti[1]. In tale contesto, l’Osservatorio esprime serie preoccupazioni in merito al suo stato di salute e alle condizioni di detenzione cui potrebbe essere sottoposta.
Ad oggi, non è stata comunicata alcuna accusa formale e le autorità non hanno reso nota la base giuridica né i motivi del suo arresto. Le sarebbe stato negato l’accesso effettivo a un avvocato di sua fiducia, così come qualsiasi contatto regolare con la propria famiglia. Tali condizioni equivalgono a una forma di isolamento forzato e costituiscono una violazione delle garanzie fondamentali del giusto processo.
L’Osservatorio ricorda che la detenzione arbitraria, l’isolamento prolungato e il rifiuto di garantire l’accesso a un avvocato costituiscono violazioni degli obblighi assunti dall’Iran ai sensi del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (PIDCP), di cui l’Iran è Stato parte, in particolare degli articoli 9 e 14.
L’Avv. Ghoosheh è nota per il suo impegno professionale nella difesa dei diritti delle donne e dei diritti umani, in particolare attraverso la rappresentanza legale di persone perseguite per il loro attivismo pacifico. L’Osservatorio è profondamente preoccupato dal fatto che il suo arresto sembra essere direttamente collegato alle sue legittime attività professionali in qualità di avvocata e si inserisca in un contesto più ampio di repressione nei confronti degli avvocati indipendenti nell’ambito delle manifestazioni in corso e della repressione statale.
Negli ultimi mesi, le autorità iraniane hanno intensificato le azioni contro gli avvocati che difendono i manifestanti, i difensori dei diritti delle donne e i difensori dei diritti umani, sottoponendoli ad arresti arbitrari, a imputazioni vaghe legate alla sicurezza nazionale e a detenzioni in strutture controllate dai servizi di intelligence. Tali pratiche, volte a mettere a tacere la difesa legale e a ostacolare l’effettivo accesso alla giustizia, non rappresentano un fenomeno nuovo, come evidenziato dal recente rapporto No Defence: The Status of Lawyers and the Bar Associations in Iran (Nessuna difesa: la situazione degli avvocati e degli ordini forensi in Iran).
L’Osservatorio condanna con fermezza la detenzione arbitraria dell’Avv. Shima Ghoosheh e il fatto che le autorità non abbiano reso note le accuse a suo carico né garantito le minime tutele giuridiche.
L’Osservatorio richiama l’articolo 16 dei Principi fondamentali delle Nazioni Unite sul ruolo degli avvocati (Principi dell’Avana) e invita le autorità iraniane a:
L’Osservatorio invita la comunità internazionale a:
[1] Amnesty International. (18 ottobre 2022). Iran: i detenuti torturati nel carcere di Evin necessitano urgentemente di protezione internazionale: https://www.amnesty.org/en/wp-content/uploads/2022/10/MDE1361292022ENGLISH.pdf