28 gennaio 2026
L’Osservatorio Internazionale degli Avvocati in Pericolo (OIAD) esprime grande preoccupazione per la detenzione arbitraria dell’Avvocato Enayatollah Karamati, iscritto al Centro dei consulenti giuridici del potere giudiziario (Markaz-e Vokala-ye Ghoveh-ye Ghazaiyeh) a Mashhad. Il suo arresto si inserisce nel quadro di una campagna di repressione sistematica e in costante intensificazione contro gli avvocati in Iran, in particolare nei confronti di coloro che hanno sostenuto i manifestanti e le vittime di violazioni dei diritti umani.
L’Avv. Karamati è stato arrestato sabato 10 gennaio 2026 a seguito di un’irruzione effettuata da agenti della sicurezza presso la sua abitazione privata a Mashhad. Da allora è stato posto in stato di detenzione preventiva e trasferito nel carcere di Vakil-Abad a Mashhad.
Dalla data del suo arresto, non è stato autorizzato alcun contatto con la sua famiglia e non sono disponibili informazioni riguardanti il suo stato fisico o psicologico. Questa prolungata detenzione in isolamento solleva serie preoccupazioni in merito al suo stato di salute e alle condizioni di detenzione cui potrebbe essere sottoposto, in particolare alla luce dei numerosi rapporti che documentano casi di tortura e di trattamenti crudeli, inumani o degradanti in diverse carceri e centri di detenzione in Iran.[1]
Ad oggi, le autorità non hanno reso note né le accuse né alcuna base giuridica che giustifichi l’arresto dell’Avv. Karamati. Gli è stato negata la nomina di un avvocato di fiducia ed è stato privato delle garanzie procedurali fondamentali, in palese violazione degli obblighi assunti dall’Iran ai sensi del diritto internazionale dei diritti umani.
L’Osservatorio ricorda che la detenzione in totale isolamento, il rifiuto di consentire l’accesso alla famiglia e agli avvocati, nonché l’assenza di controllo giudiziario, costituiscono violazioni degli articoli 9 e 14 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (PIDCP), di cui l’Iran è Stato parte.
L’Avv. Karamati è già stato in passato preso di mira dalle autorità a causa delle sue attività professionali. Nel corso delle manifestazioni «Donna, vita, libertà» del 2022, è stato arrestato per aver sostenuto i manifestanti e i detenuti, perseguito per «assembramento e collusione con l’obiettivo di attentare alla sicurezza nazionale» e condannato a tre mesi di reclusione.
Inoltre, all’inizio di quest’anno, la sezione del Khorasan Razavi del Centro dei consulenti giuridici del potere giudiziario ha rifiutato di rinnovare la licenza per l’esercizio della professione forense dell’Avv. Karamati, una misura che appare configurarsi come una ritorsione di natura amministrativa volta a impedirgli di proseguire la propria attività professionale.
L’Osservatorio esprime grave preoccupazione per il fatto che l’attuale detenzione dell’Avv. Karamati si inserisca nella continuità di una serie di persecuzioni e ritorsioni nei suoi confronti, conseguenti all’esercizio pacifico delle sue funzioni professionali e al sostegno fornito alle persone prese di mira nel contesto delle manifestazioni.
L’Osservatorio condanna con fermezza la detenzione arbitraria dell’Avv. Enayatollah Karamati, l’assenza di informazioni riguardanti il suo stato di salute e il suo status giuridico, nonché le apparenti ritorsioni nei suoi confronti per le sue attività professionali passate e presenti.
L’Osservatorio richiama l’articolo 16 dei Principi fondamentali delle Nazioni Unite sul ruolo degli avvocati (Principi dell’Avana) e invita le autorità iraniane a:
L’Osservatorio invita la comunità internazionale a:
[1] Amnesty International. (18 ottobre 2022). Iran: i detenuti torturati nel carcere di Evin necessitano urgentemente di protezione internazionale : https://www.amnesty.org/en/wp-content/uploads/2022/10/MDE1361292022ENGLISH.pdf