Giovanni Allegra

Italia

ITALIA-Avvocato minacciato con una pistola da un cliente all’ interno del suo studio.

L’avvocato Giovanni Allegra, del Foro di Termini Imerese, è rimasto per circa un’ora e mezza sotto la minaccia di un uomo armato di pistola, all’interno del proprio studio professionale, che ha preteso la redazione di un atto giudiziario in suo favore.

Solo la freddezza mantenuta dall’ avvocato, che ha redatto l’ atto nonostante lo stato di costrizione, impegnandosi sotto minaccia a depositarlo il giorno successivo, ha evitato il peggio.

L’ uomo è stato poi arrestato in seguito alla denuncia sporta dal professionista.

L’ OIAD  sottolinea la gravità dell’ episodio, esprimendo solidarietà all’avvocato Allegra e all’ Ordine degli Avvocati di Termini Imerese e manifesta  preoccupazione  per il crescente aumento degli episodi di minacce e aggressioni a danno degli avvocati in Italia e in  Europa, posti in essere al fine di intimidire la classe forense, limitandone la libertà e l’indipendenza, nell’esercizio del ministero difensivo.

L’OIAD richiama la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione della professione di avvocato,  adottata il 12 marzo 2025 e aperta alla firma degli stati  il 13 maggio 2025, sottoscritta fino ad oggi da 34 Stati, che stabilisce:

  • all’ art. 6, I comma, lett. b) che gli stati assicurano che gli avvocati possano accettare o rifiutare di accettare l’incarico da parte di un cliente;
  • all’ art. 9, IV comma, lett. A), punto i) che gli stati assicurano che gli avvocati possano esercitare la loro professione senza essere bersaglio di aggressioni fisiche e di atti di minaccia e intimidazione.

L’ OIAD, rilevato che per l’ entrata in vigore della convenzione occorrono almeno 8 ratifiche, di cui 6 da parte di stati aderenti al Consiglio d’ Europa e che, ad oggi, non vi è stata alcuna ratifica, chiede agli stati firmatari della Convenzione di ratificarla al più presto al fine di assicurare l’ effettiva  adozione di misure di protezione della professione forense, consapevole che  ogni attacco a chi la esercita è un attacco alle garanzie su cui si fondano lo stato di diritto e  la democrazia.

Posizione